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SILVANO FOLLADOR Extra Brut 2025 — Spumante di Valdobbiadene nella sua Espressione più Pura

SILVANO FOLLADOR Extra Brut 2025 — Spumante di Valdobbiadene nella sua Espressione più Pura

Silvano Follador Extra Brut 2025 — La voce essenziale delle bollicine di Valdobbiadene

Silvano Follador produce un solo vino.

Nasce da due luoghi distinti: Santo Stefano, nel Cartizze, e Saccol, ciascuno capace di imprimere il proprio carattere al vino finale.

Solo successivamente le diverse basi vengono degustate e viene definito l’assemblaggio finale. Non esiste una formula prestabilita. È ogni annata a determinare il proprio equilibrio, ulteriormente plasmato dalle fermentazioni spontanee e dal carattere dei due vigneti.

Per il 2025, la cuvée è composta per il 70% da Cartizze e per il 30% da Saccol. Piccole quantità di Verdiso, Perera e Bianchetta, storicamente presenti nei vigneti, vengono raccolte e vinificate insieme alla Glera.

La prima fermentazione è spontanea, seguita dall’affinamento in cemento. In primavera vengono selezionate per la cuvée finale soltanto le basi ritenute capaci di esprimere il livello più alto dell’annata.

La seconda fermentazione dà quindi forma a un Extra Brut di precisione senza compromessi, proposto con 0 g/L di zucchero residuo e sostenuto da acidità naturale, sapidità e struttura.

Ciò che definisce questo vino non è la ricerca della medesima espressione da un anno all’altro, ma la fedeltà a ogni singola annata. Cambia l’assemblaggio. Cambia il volume. Il vino viene prodotto soltanto nella misura in cui le basi disponibili soddisfano gli standard dello stesso Follador.

Ne deriva una produzione volutamente limitata, determinata dalla selezione e non dalla domanda.

Nel calice il profilo è secco, teso e vibrante, con fragranza nitida, energia raffinata e un sorso dinamico nel quale freschezza e sapidità accompagnano il vino verso un finale lungo e composto.

Uno spumante di Valdobbiadene costruito non sulla ripetizione, ma sull’espressione più nitida che ogni annata è capace di offrire.

EDIZIONE LIMITATA
Prenotazione Consigliata

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Contenuto comprimibile

Profilo sensoriale

ASPETTO
Giallo paglierino luminoso, attraversato da un perlage molto fine e continuo, particolarmente delicato per un Extra Brut.

PROFILO AROMATICO
Naso nitido e misurato, giocato più sulla finezza che sull’intensità aromatica. Emergono sfumature di frutto bianco fresco, agrume, fiori bianchi ed erbe fini, accompagnate da una lieve componente minerale e da un accenno di lievito/pane fresco. Le precedenti descrizioni professionali del vino evidenziano anche pera, mela verde, biancospino e leggere note vegetali/minerali, ma senza mai portare il profilo verso un’espressione aromatica opulenta.

AL PALATO
Ingresso fresco, teso e preciso, sostenuto da una carbonica molto fine. Nonostante il residuo zuccherino pari a 0 g/l, il sorso non risulta duro: mantiene una sensazione di morbidezza ed equilibrio, con acidità e sapidità ben integrate. La struttura rimane agile ma non sottile, favorita anche dall’affinamento di sei mesi sulle fecce fini in cemento.

FINALE
Finale asciutto, pulito e dinamico, con buona continuità sapida e una persistenza misurata, più orientata alla precisione e alla freschezza che alla potenza.

EQUILIBRIO COMPLESSIVO
Uno spumante di grande pulizia e finezza, nel quale il dosaggio zero non viene percepito come austerità ma come strumento per rendere più leggibili acidità, sapidità e struttura naturale del vino. È esattamente questa la filosofia dichiarata dal produttore per l’Extra Brut.

CARATTERE DISTINTIVO
La personalità nasce dall’assemblaggio di Glera con piccole quantità di Verdiso, Perera e Bianchetta, provenienti dai vigneti di Saccol e Santo Stefano, e dalla fermentazione spontanea con affinamento in cemento.

Abbinamenti gastronomici e suggerimenti di degustazione

TEMPERATURA DI SERVIZIO
Servire a 7–9°C. per preservarne freschezza, definizione aromatica e finezza del perlage.

CALICE CONSIGLIATO
Preferire un calice da vino bianco di media ampiezza, leggermente chiuso verso l’alto, piuttosto che una flute stretta, così da favorire una maggiore espressione aromatica mantenendo precisione e freschezza.

ABBINAMENTI GASTRONOMICI
Particolarmente indicato con ostriche, crostacei, crudi o marinati delicati di pesce, pesce affumicato, preparazioni marine leggere e fritti non troppo strutturati.

Nel contesto italiano trova un abbinamento naturale con cicchetti veneziani di pesce, baccalà mantecato, sarde in saor poco dolci, fritto misto di mare e verdure, oltre a formaggi freschi e latticini delicati.

La freschezza, la sapidità e il dosaggio zero lo rendono adatto anche a piatti vegetali, formaggi freschi e antipasti raffinati, soprattutto quando acidità e consistenza devono restare in equilibrio.

MOMENTO DI DEGUSTAZIONE
Più di un semplice aperitivo: la sua struttura gli consente di accompagnare l’inizio del pasto, dagli antipasti fino a preparazioni delicate di pesce e verdure.

SUGGERIMENTO BEYOND*
Lasciarlo qualche minuto nel calice: un lieve aumento della temperatura consente di cogliere meglio il dettaglio aromatico e la trama del sorso senza comprometterne tensione e precisione.

Origine, vigneto e terroir

ORIGINE
Valdobbiadene, nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, tra Saccol e Santo Stefano. La famiglia Follador lavora vigneti ereditati e coltivati direttamente, con una continuità aziendale costruita a partire dai terreni dei nonni.

VIGNETI
Il millesimo 2025 nasce da 1,4 ettari a Saccol e 1,3 ettari a Santo Stefano, quest’ultimo all’interno dell’area del Cartizze. Non è concepito come espressione di un singolo cru: le migliori basi ottenute nell’annata vengono selezionate e riunite per costruire l’identità finale del vino.

SUOLO
I vigneti sono radicati su terreni marnoso-argillosi. Nel quadro più ampio del territorio, Saccol presenta una forte presenza di marne calcaree, mentre verso Santo Stefano aumenta l’incidenza di componenti arenacee: una differenza geologica che contribuisce alla complessità delle basi disponibili per l’assemblaggio.

VITIGNI
La base è Glera, accompagnata da piccole quantità di Verdiso, Perera e Bianchetta. La presenza di queste varietà storicamente legate al territorio contribuisce a mantenere una maggiore articolazione varietale rispetto a una lettura esclusivamente monovitigno.

CONDUZIONE DEL VIGNETO
Le forme di allevamento sono cappuccina e guyot. La gestione dichiarata privilegia la vitalità del suolo e un intervento contenuto, con impiego di zolfo, rame, estratti di alga, zeoliti e cornoletame, coerentemente con l’impostazione agronomica perseguita dall’azienda.

IDENTITÀ TERRITORIALE
L’identità del vino nasce quindi non dall’esaltazione di una singola parcella, ma dall’equilibrio tra due origini complementari, Saccol e Santo Stefano, selezionate ogni anno in funzione della qualità delle basi. È questa lettura dell’annata, più che una formula fissa, a definire il carattere del Prosecco Superiore Extra Brut di Silvano Follador.

Metodo di produzione e affinamento

VENDEMMIA E PRESSATURA
La vendemmia viene effettuata manualmente in piccole cassette da 15 kg, successivamente svuotate direttamente in pressa. È una scelta adottata dall’azienda dal 2007 per ridurre manipolazioni e preservare l’integrità dell’uva.

PRIMA FERMENTAZIONE
Dal 2010 la prima fermentazione avviene spontaneamente, con lieviti indigeni, senza utilizzo di lieviti selezionati o attivanti. Il mosto fermenta lentamente e il vino viene travasato una sola volta al termine della fermentazione, eliminando le fecce più grossolane.

AFFINAMENTO IN CEMENTO
Dopo il travaso, il vino riposa per sei mesi sulle fecce fini in vasche di cemento, senza ulteriori movimentazioni durante l’inverno. Follador considera questa fase determinante per permettere al vino di costruire i propri equilibri e per mantenere più leggibile il rapporto con il territorio.

SELEZIONE DELLE BASI
I vini provenienti dai diversi vigneti vengono inizialmente affinati separatamente. A fine inverno vengono degustate e selezionate le migliori basi dell’annata, successivamente riunite in un’unica cuvée. Il vino non nasce quindi da una ricetta fissa, ma da una selezione annuale orientata all’equilibrio tra le diverse origini.

PRESA DI SPUMA
In primavera avviene la seconda fermentazione secondo Metodo Martinotti, in autoclave di acciaio a temperatura controllata. Per questa fase vengono utilizzati lieviti selezionati neutri, mentre la prima fermentazione resta spontanea. La rifermentazione non viene anticipata: storicamente viene avviata tra marzo e maggio, una scelta precisa per lasciare alle basi il tempo necessario di affinare sulle fecce fini.

FILTRAZIONE E IMBOTTIGLIAMENTO
Al termine della presa di spuma, i lieviti vengono eliminati mediante filtrazione nell’arco di circa uno–due mesi. L’azienda considera questo passaggio funzionale alla ricerca di fragranza, pulizia e precisione, mantenendo al minimo chiarifiche e travasi nelle fasi precedenti.

DOSAGGIO
Il 2025 viene imbottigliato con 0 g/l di residuo zuccherino. La scelta del dosaggio zero non è concepita come elemento stilistico isolato, ma come strumento per lasciare emergere il naturale equilibrio tra acidità, sapidità e struttura.

FILOSOFIA PRODUTTIVA
Il metodo Follador si basa su un intervento contenuto ma consapevole: fermentazione spontanea, pochi travasi, chiarifica solo se necessaria, affinamento prolungato sulle fecce fini e nessuna filtrazione prima della seconda fermentazione. L’obiettivo dichiarato non è il non-intervento assoluto, ma preservare pulizia, finezza e leggibilità territoriale senza alterare gli equilibri naturali del vino.

Ingredienti, valori nutrizionali e specifiche del contenitore

INGREDIENTI
Uva, zucchero.
Lo zucchero viene utilizzato esclusivamente per la presa di spuma.
Conservanti: solfiti.
Imbottigliato in atmosfera protettiva.

ALLERGENI
Contiene solfiti.

VALORI NUTRIZIONALI PER 100 ML
Energia: 287 kJ / 69 kcal
Carboidrati: 0,2 g
di cui zuccheri: 0 g
Proteine: 0 g
Grassi: 0 g
di cui acidi grassi saturi: 0 g
Sale: 0 g

DATI ANALITICI
Zuccheri residui: 0 g/l
Gradazione alcolica: 11,5% vol.
Solfiti aggiunti: 120 mg/l

FORMATO
75 cl

SPECIFICHE DEL CONTENITORE E RACCOLTA DIFFERENZIATA
Capsula: C/ALU 90 — Alluminio
Gabbietta: FE 40 — Acciaio
Bottiglia: GL 71 — Vetro
Tappo: FOR 51 — Sughero organico

Lo smaltimento deve essere effettuato secondo le disposizioni del proprio Comune.

Storia del produttore e identità del vino

ORIGINE GEOGRAFICA E CONTESTO NATURALE
Italia, Veneto, provincia di Treviso, Santo Stefano di Valdobbiadene, nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. L’azienda opera tra Santo Stefano e Saccol, in un paesaggio collinare ripido e fortemente modellato dalla viticoltura, caratterizzato da versanti stretti, forte frammentazione delle superfici vitate e lavorazioni in larga parte manuali.

Dal 2019, Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come paesaggio culturale, riconosciuto per il particolare sistema collinare, i ciglioni erbosi e l’interazione storica tra uomo, viticoltura e territorio.

Nel settore di Valdobbiadene prevalgono suoli derivati da marne, arenarie e argille, con differenze locali determinate da pendenza, esposizione e profondità del terreno.

ORIGINI E CONTINUITÀ FAMILIARE
Silvano e Alberta Follador proseguono un’attività viticola familiare già condotta dal nonno paterno, scomparso nel 1999. Dai nonni ereditano il nucleo dei vigneti che costituisce la base dell’attuale azienda e, conclusi gli studi, scelgono di continuarne direttamente il lavoro. Le fonti ufficiali disponibili non indicano al momento né il nome del nonno né l’anno preciso di inizio dell’attività vitivinicola familiare.

IL PUNTO DI SVOLTA
Nei primi anni l’azienda segue un’impostazione più convenzionale, affidandosi anche a consulenza esterna e producendo vini tecnicamente corretti ma meno rappresentativi della propria sensibilità. Dal 2007 Silvano e Alberta scelgono di interrompere quel percorso e di riportare il lavoro verso una relazione più diretta con vigneto, suolo e annata.

VISIONE PRODUTTIVA
Già dal 2004 l’azienda si avvicina a pratiche biologiche e biodinamiche, eliminando progressivamente diserbo e concimazioni chimiche e riducendo gli interventi in cantina. Dal 2010 la prima fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni. La filosofia aziendale non ricerca una non-interferenza assoluta, ma un intervento contenuto e consapevole, finalizzato a preservare pulizia, finezza, precisione ed equilibrio naturale del vino.

NASCITA E IDENTITÀ DEL VINO
L’Extra Brut rappresenta oggi la sintesi più compiuta di questa evoluzione. La sua produzione è documentata dal 2001 e non va confusa con l’origine dell’attività viticola familiare, certamente precedente ma non datata con precisione dalle fonti disponibili.

La prima fermentazione spontanea, l’affinamento prolungato sulle fecce fini in cemento e il dosaggio a 0 g/l sono il risultato di una progressiva sottrazione di interventi e residuo zuccherino. Dal millesimo 2020 l’azienda sceglie inoltre di concentrarsi su un’unica interpretazione spumante, tornando alla rifermentazione in autoclave come mezzo ritenuto più adatto a esprimere con chiarezza il vitigno e il territorio.

CONTINUITÀ E COERENZA
L’Extra Brut attraversa ormai una continuità produttiva di oltre vent’anni. La scheda tecnica 2025 indica 6.600 bottiglie prodotte, contro le 13.000 del 2024, evidenziando come il volume finale dipenda dalle condizioni dell’annata e dalla selezione delle basi più che da un obiettivo produttivo prefissato.

IDENTITÀ BEYOND*
Il valore distintivo di Silvano Follador non nasce da una rarità costruita artificialmente, ma da una coerenza mantenuta nel tempo: vigneti familiari, scala produttiva contenuta, fermentazione spontanea, selezione annuale delle basi, affinamento in cemento e una scelta stilistica precisa a 0 g/l.

Il vino non cerca di uniformare l’annata, ma di restituirne il carattere attraverso una cifra costante di finezza, pulizia, tensione e leggibilità territoriale.

Disponibilità, assegnazione e rarità

EDIZIONE LIMITATA
Il millesimo 2025 è stato prodotto in sole 6.600 bottiglie, selezionate dalle migliori basi dell’annata provenienti dai vigneti di Saccol e Santo Stefano. Nell’annata 2024 la produzione era stata di 13.000 bottiglie, circa il doppio rispetto al millesimo attuale: il 2025 rappresenta quindi una disponibilità naturalmente più contenuta, determinata dalle condizioni dell’annata e dalla selezione qualitativa delle basi.

DISPONIBILITÀ
La disponibilità effettiva dipende dalle quantità ancora presenti presso il produttore e dalle eventuali assegnazioni ai diversi mercati. Per una produzione di questa scala, la disponibilità può quindi ridursi rapidamente nel corso dell’annata.

ASSEGNAZIONE BEYOND*
Le eventuali quantità riservate a BEYOND* saranno indicate separatamente quando formalmente confermate dal produttore. Fino a quel momento, la produzione totale documentata non deve essere confusa con una disponibilità garantita per il nostro canale.

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
Per assicurarsi la disponibilità del millesimo 2025, la prenotazione è consigliata, soprattutto per ordini multipli o richieste destinate a mercati internazionali.

RARITÀ
La rarità del 2025 non deriva da una numerazione artificiale o da una release costruita a fini promozionali, ma dalla combinazione di scala produttiva contenuta, selezione delle migliori basi, andamento specifico dell’annata e produzione limitata a 6.600 bottiglie.

Certificazioni, riconoscimenti e medaglie

CERTIFICAZIONI
Nelle fonti pubbliche verificate non risulta una certificazione biologica o biodinamica formalmente dichiarata per questa specifica referenza. Il produttore documenta tuttavia pratiche agronomiche ispirate a principi biologici e biodinamici, tra cui assenza di diserbo chimico, uso di rame e zolfo e impiego di preparati biodinamici: elementi da considerare come pratiche produttive documentate, non come certificazioni ufficiali.

RICONOSCIMENTI DEL PRODOTTO

2024 — James Suckling — 92/100
Valdobbiadene Prosecco Extra Brut 2024. Il riconoscimento è riportato direttamente sul sito ufficiale di Silvano Follador nel maggio 2025.

2024 — Antonio Galloni / Vinous — 90/100
Il punteggio è riportato per il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut 2024 da una fonte commerciale specializzata. Per BEYOND* lo terrei come dato secondario rispetto alle fonti editoriali dirette.

2022 — Ian D’Agata / TerroirSense Wine Review — 94/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut 2022. La recensione sottolinea la continuità stilistica rispetto al 2021, con bollicina fine, acidità armonica e maggiore cremosità del sorso.

2021 — Ian D’Agata / TerroirSense Wine Review — 95/100
Prosecco Superiore Extra Brut 2021. È uno dei riconoscimenti più forti della sequenza recente della referenza e testimonia una valutazione internazionale molto elevata della stessa linea oggi rappresentata dal 2025.

2021 — James Suckling — recensione pubblicata nel maggio 2022
La recensione ufficiale riguarda il Prosecco di Valdobbiadene Superiore Extra Brut 2021. La fonte ufficiale conferma vino, annata e data della degustazione; il punteggio associato è riportato in fonti secondarie come 93/100.

2020 — Decanter / Richard Baudains — 93/100
Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Superiore 2020, Extra Brut. Baudains evidenzia la combinazione tra zucchero molto basso, intensità minerale e forte personalità del vino.

2019 — Decanter / Richard Baudains — 96/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut 2019. È uno dei massimi punteggi documentati per la linea Extra Brut di Silvano Follador. Il produttore stesso lo riporta tra i principali riconoscimenti della referenza.

2019 — Vinous / Eric Guido — 91/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut 2019. Vinous descrive un vino composto, asciutto, minerale e di forte tensione salina.

CONTINUITÀ STORICA DEL PRODOTTO

Prima dell’attuale denominazione stilistica Extra Brut, la stessa ricerca di secchezza, precisione e assenza di dosaggio era espressa attraverso il Brut Nature, che rappresenta la linea evolutiva diretta dell’attuale vino.

2018 — Gambero Rosso — Tre Bicchieri 2020
Valdobbiadene Brut Nature 2018, inserito tra i migliori vini del Veneto nella guida Vini d’Italia 2020.

2018 — Luca Gardini / Gardini Notes — 95/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nature 2018. Gardini ne sottolinea equilibrio, tensione, componente floreale e capacità di interpretare la materia prima.

2018 — Decanter / Rebecca Gibb — 91/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nature 2018. Il risultato è riportato dal produttore nella propria rassegna critica.

2018 — Wine Enthusiast / Kerin O’Keefe — 88/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nature 2018.

2017 — Luca Gardini / Gardini Notes — 95/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nature Metodo Classico 2017.

2017 — Decanter / Rebecca Gibb — 93/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nature Metodo Classico 2017.

2014 — Wine Enthusiast / Kerin O’Keefe — 89/100
Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nature 2014.

2013 — Decanter — 95/100
Valdobbiadene Prosecco Brut Nature 2013. È uno dei riconoscimenti storici più significativi e documenta come la ricerca di secchezza, tensione e complessità fosse già chiaramente presente nella linea molti anni prima dell’attuale Extra Brut.

CONTINUITÀ CRITICA
La sequenza dei riconoscimenti mostra una continuità documentata che attraversa oltre un decennio: dal Brut Nature delle annate precedenti fino all’attuale Extra Brut a 0 g/l. Decanter, Ian D’Agata, James Suckling, Vinous, Gambero Rosso, Luca Gardini e Wine Enthusiast hanno valutato in momenti diversi questa stessa traiettoria stilistica, rendendo il dato interessante non come semplice somma di punteggi, ma come ricorrenza critica nel tempo.

RICONOSCIMENTI DEL PRODUTTORE
A livello aziendale, Silvano Follador ha ottenuto anche la Chiocciola Slow Wine, riconoscimento attribuito alla cantina per coerenza organolettica, territoriale e ambientale. Questo dato appartiene al produttore, non alla singola annata, e va quindi mantenuto separato dai riconoscimenti specifici dell’Extra Brut.

NOTA BEYOND*
I riconoscimenti sono riportati come elementi documentali complementari e non costituiscono il criterio di selezione BEYOND*. Il valore della referenza resta fondato sulla continuità del rapporto tra origine, vigneto, varietà, metodo e vino.